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Offerta di agriturismo cresce, ma il settore marcia a due velocità

Offerta di agriturismo cresce, ma il settore marcia a due velocità

L’ offerta di agriturismo cresce, ma il settore marcia a due velocità

L’analisi di ISVRA sulle cifre recentemente pubblicate dall’Istat: nel 2015, quasi 1628 nuove aziende, ma anche 1.134 cessazioni di attività. Crescono anche gli ospiti, ma l’utilizzazione degli alloggi resta molto bassa.

Istituto Italiano per lo sviluppo rurale e l’agriturismo, ha analizzato il rapporto pubblicato recentemente dall’Istat, sulle aziende agrituristiche in Italia al 31 dicembre 2015.

Gli agriturismi sono cresciuti, rispetto al 2014, di 494 unità (+2,3%), ma questo saldo attivo risulta dalla differenza fra 1.628 rilasci di nuove autorizzazioni all’esercizio dell’attività e 1.134 cessazioni. Il numero delle cessazioni è fra i più alti dell’ultimo decennio, dopo quelli del 2013 (1.274) e del 2012 (1.225), ed evidenzia che negli ultimi anni parte del settore attraversa serie difficoltà.

In effetti, osserva ISVRA, le presenze di ospiti (pernottamenti) nelle aziende agricole sono cresciute, secondo Istat, nel 2015 rispetto al 2014, del 4,9%, raggiungendo quota 11,321 milioni. Ma, considerando che i posti letto degli agriturismi sono poco più di 238 mila, ciascun posto letto sarebbe mediamente occupato per appena 47 giorni l’anno.

Se così fosse, sarebbero ampiamente smentite le reiterate dichiarazioni di “tutto esaurito” puntualmente diffuse dalle associazioni di categoria in occasione di qualsiasi periodo di vacanza; e sarebbe evidente l’incompatibilità con qualsiasi premessa di sostenibilità economica.

La verità più probabile, conclude ISVRA, è che l’agriturismo marcia a due velocità: una è quella delle aziende condotte secondo seri principi imprenditoriali, che ricevono anche molti ospiti stranieri, e segnano un’occupazione media dei posti letto fra i 90 e i 120 giorni l’anno, e più; l’altra è quella delle aziende che avviano l’attività agrituristica soprattutto per restaurare il proprio patrimonio immobiliare utilizzando i finanziamenti dei Programmi di Sviluppo Rurale ma non sono, nè sanno essere, sul mercato del turismo.

E inoltre, parte dell’incremento di presenze rilevate dall’Istat potrebbe essere determinato dalla recente maggiore risposta all’adempimento dell’obbligo statistico che, generalmente, è più bassa nei settori dell’ospitalità extralberghiera.

“La fotografia dell’offerta di agriturismo nel 2015 – dichiara il presidente di ISVRA, Mario Pusceddu – presenta luci ed ombre. L’agriturismo è indiscutibilmente un’eccellenza italiana, capace di attrarre ospiti più stranieri che italiani e di contribuire al successo del nostro export agroalimentare.

Ma l’uscita dal circuito di tante aziende dimostra che ci sono problemi e anomalie che meritano attenzione per evitare di vanificare opportunità e prospettive di sviluppo che potrebbero ridursi a vuote schermaglie propagandistiche ”.

22 ottobre 2016

www.isvra.eu

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