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19-11-2012 Numero: Giornale Online

19-11-2012 Numero: Giornale Online

Pochi sanno che quasi il 40% dei viaggiatori che negli ultimi due anni hanno effettuato viaggi o soggiorni nel nostro Paese, si sono orientati su destinazioni e aree di campagna, o comunque decentrate. Si tratta di un dato sorprendente, ma allo stesso tempo confortante per chi, come Agriturist, si sta impegnando da tempo a realizzare un’offerta sul territorio che attragga gli amanti del cosiddetto “turismo lento”.

Da qui le iniziative che caratterizzeranno il decimo Forum Nazionale dell’Agriturismo – organizzato da Agriturist in collaborazione con Confagricoltura e con il contributo dello Skål International Roma – in programma a Tarquinia dal 20 al 22 novembre prossimi. Al centro dell’evento, in particolare, il convegno con tavola rotonda sul tema “Agricoltura e turismo: motori della ripresa” moderato da Antonio Percario, vice presidente dello Skål International Roma. Per Giorgio Lo Surdo, direttore generale di Agriturist «il rilancio del turismo italiano può cominciare proprio dalla valorizzazione e promozione delle mete rurali che già, malgrado la scarsa presenza nei canali ufficiali di promocommercializzazione, intercettano una domanda estera assai significativa, che è stata stimata intorno al 40% sul totale degli arrivi stranieri.

Questo vuol dire che oltre alle città d’arte, al balneare e alla montagna invernale, l’Italia può contare su un’altra offerta fortemente appetibile». Nella “tre giorni” di Tarquinia si svolgeranno anche un seminario e un workshop con t.o. nazionali, incomisti, destination specialist e olta, un seminario, e un “rural tour” dedicato alla stampa per sensibilizzare i media su questa enorme opportunità di business che gli stessi tour operator e le agenzie di viaggi potrebbero intercettare anche nell’immediato.

Le idee vincenti Ma quali possono essere le idee vincenti? Per Lo Surdo non ci sono dubbi: «La valenza paesaggistica della campagna, l’enogastronomia a chilometro zero, e ancora le ippovie, il cicloturismo sfruttabile attraverso percorsi ad hoc nelle location rurali italiane più suggestive.

Ci sono poi altre occasioni di visita e soggiorno come i corsi di cucina “contadina” e la partecipazione attiva alle feste tradizionali, quelle autentiche, e alle numerose sagre dedicate ai prodotti dei vari territori».

«Accanto a queste motivazioni, possiamo poi considerare la valenza delle proposte squisitamente turistiche legate alle sistemazioni logistiche: campagna vuol dire, infatti, piccoli alberghi nei paesi, bed and breakfast rurali, osterie, agri-ristori etc. Un mondo di attrattive, esperienze, sollecitazioni sensoriali, che spesso chiamiamo “minori” – conclude Lo Surdo – ma che valgono molto più di quelle “maggiori” di tanti Paesi nostri concorrenti nel turismo».

Tarquinia sarà anche ufficializzato il connubio tra Agriturist e lo Skål International Roma, che si tradurrà in operazioni e iniziative promozionali di sicuro effetto.

Andrea Lovelock

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